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Travaglio non si scusa, Schifani lo querela Maggio 13, 2008

Archiviato in: Attualità — riarene @ 9:23 am
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Dopo tre giorni di polemiche il caso Travaglio finisce in Tribunale.
Schifani, accusato durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, ha scelto le vie legali e ha querelato il giornalista per “le affermazioni calunniose rese nei riguardi della sua persona».

Durante la trasmissione Marco Travaglio aveva accusato Schifani di avere «amicizie mafiose». Il giornalista, che in questi giorni ha più volte chiesto al diretto interessato e quelli che lo attaccavano di smentire le sue affermazioni, ha commentato con una certa soddisfazione la notizia: «Quasi quasi mi sta bene. Finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità».
Il 14 maggio, intanto, il caso sarà all’ordine del giorno sia del consiglio di amministrazione della Rai che dell’Autorità per le comunicazioni. Per quanto riguarda viale Mazzini Travaglio, che ha un contratto di collaborazione con la trasmissione di Michele Santoro Annozero, potrebbe essere richiamato all’ordine e subire sanzioni. Più complessa la situazione dell’Agcom che non tutti considerano competente su questioni editoriali che riguardano la Rai.

Ecco un estratto dell’intervista a Travaglio durante la trasmissione “Che tempo che fa”

 

I criminali di «Gomorra» Maggio 13, 2008

Archiviato in: Nuovi Film — riarene @ 8:34 am
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Film di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Giorgio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione 01 Distribution

Un ritratto della criminalità contemporanea nella città di Napoli. Tratto dal bestseller di Roberto Saviano, il film di Matteo Garrone “Gomorra”- da venerdì 16 nelle sale - è un viaggio nel mondo affaristico della camorra, che si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Garrone ha estratto cinque storie dalla materia magmatica del libro, privilegiando cinque percorsi personali e lasciando da parte le componenti più cronachistiche e generaliste. Così la guerra di Secondigliano passa attraverso l’apprendistato del piccolo Totò (Salvatore Abruzzese) o le paure del ragionier Ciro (Gianfelice Imparato); l’economia sommersa del casertano viene raccontata attraverso le storie del sarto Pasquale (Salvatore Cantalupo) e di Franco, un industriale che ricicla rifiuti ambientali (Toni Servillo); la cultura della morte e delle armi da fuoco è quella del sogno di gloria di Marco e Ciro (Marco Macor e Ciro Petrone).
Cinque storie per raccontare un mondo e una società, dove i palazzi di Scampia e gli stanzoni con i cinesi curvi sulle macchina da cucire sono importanti come i volti delle persone e le loro azioni.
Le merci “fresche”, appena nate, che sotto le forme più svariate, pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi, arrivano al porto di Napoli per essere stoccate e occultate. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sottoforma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente “sversate” nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde, dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi, che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere, ma testimoniano utopie farneticanti.

 

Meglio Grasse lo fanno meglio Maggio 9, 2008

Archiviato in: video — riarene @ 7:17 pm
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Vi segnalo questo piccolo caso editoriale a cui di recente ha dato spazio Repubblica. it: “Le Ciccione lo   fanno meglio”, il divertente e semiautobiografico romanzo dell’esordiente Caterina Cavina.  

 

Guarda il video con l’intervista di Silvia Luperini

( da Repubblica.it) 

 

    
 

Ottimismo sul futuro dei giornali Maggio 6, 2008

Archiviato in: Attualità — riarene @ 8:09 pm
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Per ua volta il pessimismo non la fa da padrone. Questo almeno è quello che emerge da un sondaggio condotto tra oltre 700 direttori di quotidiani: molti si dichiarano “ottimisti” sulla transizione dall’informazione su carta a quella digitale. Tra notizie di profitti in calo, pubblicità in ribasso e riduzione degli organici, l’indagine “Trends in newsrooms - 2008″ (”Tendenze nelle redazioni - 2008″), commissionata dalla World Association of Newspapers, l’associazione mondiale della stampa quotidiana, e dal World Editors Forum, l’organismo che riunisce direttori di giornali di tutto il pianeta, offre motivi di speranza nel medio e lungo termine, se non anche nel breve, per il business del giornalismo nell’era di Internet.

Repubblica ha pubblicato al riguardo un’inchiesta interessante. Voi che cosa ne pensate? Si può immaginare concretamente un futuro senza giornali cartacei?

 

 

La tastiere del pc: nido per i batteri Maggio 1, 2008

Archiviato in: Salute — riarene @ 10:22 pm
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Meglio assicurarsi sempre che nel luogo in cui lavoriamo sia tutto ben pulito e igienizzato. Perché se è vero che i batteri sono ovunque e ci sono molti pericoli di contrarre infezioni, è anche vero che ci sono posti, inusuali, che i batteri amano particolarmente. Come la tastiera del pc per esempio; principale colpevole per via dello spuntino che viene spesso consumato nella propria postazione di lavoro.  La rivista britannica di consumo «Which? Computing» ha chiesto ad un biologo di esaminare al microscopio una trentina di tastiere di computer in un ufficio londinese: lo scienziato ha riscontrato che «alcune di esse ospitano batteri che presentano un rischio elevato di veicolare malattie a chi le utilizza». Nel suo sito internet il biologo spiega che sul campione di tastiere esaminato quattro si sono rivelate pericolose per la salute e una è risultata «cinque volte più sudicia di una tavoletta del water».  Le tastiere più sporche superano di 150 volte il limite di batteri nocivi ed alcuni di quelli trovati dal biologo nelle tastiere esaminate può causare sintomi di intossicazione alimentare. «La principale causa di infezione di una tastiera - è la tesi della rivista scientifica - è il pranzo consumato in ufficio, dal momento che le briciole e i resti alimentari sono il terreno adatto allo sviluppo di milioni di batteri. Inoltre fa la sua parte la cattiva igiene personale: in troppi, infatti, non si lavano le mani dopo essere andati al bagno».

 

Il bianco in passerella: l’ultimo grido Aprile 28, 2008

Archiviato in: Moda — riarene @ 8:59 pm
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Il mondo della moda ha un colore predominante: il bianco. Non il colore di un abito, quello che rende una donna elegante in ogni occasione, ma il colore della pelle. Secondo il giornale inglese Independent On Sunday  il regno del fascino e della tendenza è in realtà profondamente razzista. Le modelle nere non invoglierebbero le donne a spendere tanto quanto quelle bianche. Risultato? Per le ragazze di colore la sfilata in passerella diventa sempre più simile a una montagna da scalare. Dall’Italia questa volta arriva un segnale positivo: il direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, ha annunciato che nel numero di luglio ci sarà una netta predominanza di ragazze di colore. La Sozzani ha, infatti, spiegato all’Independent di aver aver fatto questa scelta proprio perché “nessuno dà spazio alle modelle nere”. “Noi ne usiamo molte, ha detto. Vedo tante giovani meravigliose che si lamentano di non essere impiegate abbastanza”. Ma se questa forma di razzismo dilagante  è l’ultima moda, allora meno male che c’è ancora qualcuno che sceglie di non seguirne gli eccessi.

 

 

 

Nuove Mini, tra sport e Beatles style Aprile 24, 2008

Archiviato in: Motori — riarene @ 10:06 am
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Il mercato dell’auto, in Italia, soffre. La Mini, al contrario, va a gonfie vele. Il suo segmento di appartenenza è sceso, nel mese di marzo, del 24,1% , la Mini ha aumentato le vendite del 60,2%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da sabato 10 maggio saranno commercializzate due altre versioni di questo modello cult, entrambe con nomi molto significativi: per la prima è stato scelto Abbey Road, per la seconda Trigger (vuole dire grilletto di un’arma). Una è elegante, piena di fascino, in sintonia con la strada resa famosa dal penultimo disco dei Beatles; l’altra è grintosa, esuberante, vivace, un vero cavallo di razza.
Colori sobri per la Abbey Road: un bianco Pepper, un grigio Sparkling ed un verde British Racing, abbinati ad interni sofisticati, che giocano sul contrasto bianco/nero dei tessuti e della pelle che rivestono i sedili, la plancia e tutto l’abitacolo. Per la Trigger, invece, si potrà scegliere tre tonalità squillanti: un rosso Chili, un blu Lightning, un nero Astro, che valorizzano lo spoiler posteriore, il terminale di scarico cromato, la plancia in alluminio spazzolato, i cerchi da 17 pollici.
Il motore è lo stesso per entrambe e deriva direttamente da quello della Mini Cooper: si tratta del benzina 1.4 litri, con 95 cavalli e coppia massima di 140Nm. Nonostante le brillanti prestazioni (185 km/h di velocità massima, accelerazione da 0/100km in circa 10 secondi) questo propulsore permette un consumo limitato di carburante (in media 5,3 lt per 100km), poiché recupera dall’energia frenante, parte dell’elettricità richiesta per il funzionamento del motore e degli accessori. Nel traffico cittadino si arresta completamente quando si posiziona il cambio in folle, cioè durante le soste. Si avvale anche della tecnologia BMW Valvetronic che modifica l’alzata e la durata di apertura delle valvole, in base alla potenza richiesta al motore. Da qui derivano le basse emissioni di CO2 (128 g/km). Un solo prezzo, molto competitivo per entrambe, che parte da 19.900 euro.

( tratto da Corriere della sera - Rubrica Motori)

 

L’Uomo al volante: una vera bestia! Aprile 23, 2008

Archiviato in: Scienza, vari — riarene @ 2:30 pm
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Che l’uomo sia una bestia quando si mette al volante non è una novità. Ma adesso la scienza ha dimostrato che questo tipo di comportamento deriva da un problema evolutivo.
Secondo uno studio condotto dal professore Geoffrey Beattie - responsabile di scienze psicologiche all’Università di Manchester e noto nel Regno Unito per essere lo psicologo del Grande Fratello - il motivo per cui sono gli uomini i principali pirati della strada è da ricercare nel lento sviluppo del nostro cervello, ancora abituato a vivere nell’epoca dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori.
Nel Regno Unito è stato ribattezzata come la sindrome da “Fred Flinstone” e trova nella competitività tipica del cacciatore-raccoglitore il motivo dei tanti comportamenti pericolosi tenuti dagli uomini al volante. È più facile per una mente competitiva interpretare alcune azioni - tagliare la strada o essere seguiti troppo da vicino da un’auto – come invasioni del proprio spazio, e reagire di conseguenza. Le donne invece, secondo questa interpretazione, sarebbero più inclini a empatizzare con gli altri automobilisti e meno solerti nel rispondere alle presunte provocazioni con aggressività.Sarà vero?

 

L’ultima frontiere del fumo: “lo smirting” Aprile 23, 2008

Archiviato in: Attualità — riarene @ 1:39 pm
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Iniziare a corteggiare con la scusa di una sigaretta. È una delle ultime tendenze e viene identificata con la parola “smirting”, fusione di smoking e flirting. Ma se alcune persone si convincono sempre più di poter trovare la propria anima gemella tiro dopo tiro, altri hanno già colto la palla al balzo per inventarsi un mestiere e trarne cospicui vantaggi economici.
In Belgio due imprenditori fiamminghi, Gauthier Van Reepinghen e Thomas De Greef, hanno cavalcato l’onda, puntando su uno dei problemi sollevati dal nuovo corso del fumo «open air», ovvero le pile di mozziconi accumulati davanti a ristoranti e brasserie. La loro GreendMedia ha inventato i raccoglitori di sigarette sponsorizzati, piccoli totem metallici dal design accattivante, dotati di un serbatoio e di una serie di buchi dove mettere le cicche. Sul dorso le pubblicità più diverse, da una televisione locale al Fondo per le infezioni respiratorie. In capo a pochi mesi i portacenere si sono moltiplicati. Ora sono oltre 500, oltre la metà è davanti ai ristoranti del centro, Uccle e Ixelles. Aiuta i gestori, che non devono sborsare un centesimo per l’installazione, visto che l’articolo (un paio di centinaia di euro di valore), è fornito in prestito alla sola condizione di curare che non sia danneggiato.
«È un prodotto simpatico - fa da testimonial il proprietario di un bar nei pressi del Sablon -, ha una forma accattivante, è ecologico, non costa nulla. Il servizio è affidabile, pratico e regolare. Ho accettato appena mi hanno contattato: del resto avrei dovuto comunque mettere un raccoglitore fuori del locale».

 

Balestri, una vita da Pinocchio Aprile 23, 2008

Archiviato in: Libri — riarene @ 12:55 pm
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Il protagonista del celebre sceneggiato Rai di Comencini si racconta in un libro


Andrea Balestri con il burattino. Tutto cominciò con una martellata. Luigi Comencini gli disse “qui c’è un martello, lì c’è un quadro, vediamo se hai il coraggio di romperlo”. Lui ruppe il quadro a martellate. Il regista lo rimproverò, “ora me lo ripaghi”. E lui rispose “che vuoi? Me l’hai detto tu di farlo”. Voltò le spalle e se ne andò. Perfetto. Era quello giusto. Andrea Balestri aveva 7 anni. Grazie a quelle martellate diventò il protagonista di uno sceneggiato fra i più celebri della storia della televisione, Le avventure di Pinocchio di Comencini, fra i padri del cinema italiano, scomparso un anno fa. Un successo lungo più di trent’anni, quello del film, andato in onda nel 1972. Che torna in tv giovedì 24 aprile, in prima serata su RaiTre, nella riduzione cinematografica.
Meno longevo il clamore legato al protagonista. Che ha 43 anni, subito dopo Pinocchio ha partecipato a qualche film non indimenticabile (Torino nera, Kid il monello del West, Furia nera e, nel 2000, Faccia di Picasso), ha fatto fotoromanzi e alcuni spot, poi ha lavorato come piastrellista, muratore, carrozziere, e in un supermercato. Oggi fa l’operatore ecologico, vive sempre a Pisa, ha due figli, Matteo di 21 anni e Sharon di 20 “che voleva tanto fare la ballerina, ed era pure brava, se non fosse stato per quell’incidente che l’ha costretta al letto avrebbe partecipato alle selezioni per Amici di Maria De Filippi…”.
Balestri con lo spettacolo non ha chiuso del tutto. Sarà protagonista di una fiction, ma intanto si occupa della promozione di Io, il Pinocchio di Comencini, un libro che ha scritto insieme a Stefano Garavelli, grande appassionato dello sceneggiato al quale ha dedicato un sito internet. “E’ grazie al sito che ci siamo conosciuti - racconta Balestri - volevamo fare un librettino di poche pagine per rispondere alle curiosità dei fan. Poi Stefano si è appassionato, ha fatto alcune ricerche, abbiamo rivisto insieme le puntate e ogni volta mi veniva in mente qualcosa del dietro le quinte”. Ne è uscita una raccolta di ricordi, aneddoti, esperienze sul set e con un cast di rango, Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.
“Il libro è la conclusione ideale di quell’esperienza, racconto del film ma anche della mia vita privata, cosa che incuriosisce molto gli appassionati”. Ovvero, che cosa è accaduto dopo. Quando Andrea è tornato alla vita normale di un ragazzino di otto anni. “La scuola, gli amici, la mamma che sul set mi era mancata perché c’era mio padre a seguirmi”. Pochi film, si diceva, poi più nulla. “A un certo punto nessuno ha più chiamato. Mi dissero che dovevo trasferirmi a Roma, ma mio padre non si volle spostare”. Nessun rimpianto. “Anzi, mi sento fortunato. Alberghi bellissimi, viaggi per l’Italia, giocattoli, il privilegio di lavorare con grandi attori”. Tornato a Pisa, bambino qualunque, “ero felice di poter stare tutti i giorni con i miei amichetti, invece che solo il sabato e la domenica”.
Nonostante tutto, Balestri non vuole scoraggiare i più giovani in cerca di successo facile. Lui per primo accetterebbe di corsa di partecipare a un reality (”meglio l’Isola del GF, al mare faccio di tutto, come Robinson Crusoe”), nell’attesa sarà fra i protagonisti di Caos. Storie di follia metropolitana, una fiction diretta da Marco Frosini. “La fortuna va presa al volo. E’ sbagliato dare troppo ascolto agli altri, meglio seguire l’istinto. L’importante è: mai dimenticare le proprie origini. Se sei un ragioniere, ricordati che se vinci un reality, e poi le luci si spengono e torni a fare il ragioniere, non crolla il mondo. Serve umiltà, stare con i piedi per terra. E’ l’unica cosa che ti può salvare”.

(tratto da Repubblica.it)