Riarene’s Weblog

Just another WordPress.com weblog

Il bianco in passerella: l’ultimo grido Aprile 28, 2008

Archiviato in: Moda — riarene @ 8:59 pm
Tags: , , , , ,

Il mondo della moda ha un colore predominante: il bianco. Non il colore di un abito, quello che rende una donna elegante in ogni occasione, ma il colore della pelle. Secondo il giornale inglese Independent On Sunday  il regno del fascino e della tendenza è in realtà profondamente razzista. Le modelle nere non invoglierebbero le donne a spendere tanto quanto quelle bianche. Risultato? Per le ragazze di colore la sfilata in passerella diventa sempre più simile a una montagna da scalare. Dall’Italia questa volta arriva un segnale positivo: il direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, ha annunciato che nel numero di luglio ci sarà una netta predominanza di ragazze di colore. La Sozzani ha, infatti, spiegato all’Independent di aver aver fatto questa scelta proprio perché “nessuno dà spazio alle modelle nere”. “Noi ne usiamo molte, ha detto. Vedo tante giovani meravigliose che si lamentano di non essere impiegate abbastanza”. Ma se questa forma di razzismo dilagante  è l’ultima moda, allora meno male che c’è ancora qualcuno che sceglie di non seguirne gli eccessi.

 

 

 

Nuove Mini, tra sport e Beatles style Aprile 24, 2008

Archiviato in: Motori — riarene @ 10:06 am
Tags: , , , ,

Il mercato dell’auto, in Italia, soffre. La Mini, al contrario, va a gonfie vele. Il suo segmento di appartenenza è sceso, nel mese di marzo, del 24,1% , la Mini ha aumentato le vendite del 60,2%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da sabato 10 maggio saranno commercializzate due altre versioni di questo modello cult, entrambe con nomi molto significativi: per la prima è stato scelto Abbey Road, per la seconda Trigger (vuole dire grilletto di un’arma). Una è elegante, piena di fascino, in sintonia con la strada resa famosa dal penultimo disco dei Beatles; l’altra è grintosa, esuberante, vivace, un vero cavallo di razza.
Colori sobri per la Abbey Road: un bianco Pepper, un grigio Sparkling ed un verde British Racing, abbinati ad interni sofisticati, che giocano sul contrasto bianco/nero dei tessuti e della pelle che rivestono i sedili, la plancia e tutto l’abitacolo. Per la Trigger, invece, si potrà scegliere tre tonalità squillanti: un rosso Chili, un blu Lightning, un nero Astro, che valorizzano lo spoiler posteriore, il terminale di scarico cromato, la plancia in alluminio spazzolato, i cerchi da 17 pollici.
Il motore è lo stesso per entrambe e deriva direttamente da quello della Mini Cooper: si tratta del benzina 1.4 litri, con 95 cavalli e coppia massima di 140Nm. Nonostante le brillanti prestazioni (185 km/h di velocità massima, accelerazione da 0/100km in circa 10 secondi) questo propulsore permette un consumo limitato di carburante (in media 5,3 lt per 100km), poiché recupera dall’energia frenante, parte dell’elettricità richiesta per il funzionamento del motore e degli accessori. Nel traffico cittadino si arresta completamente quando si posiziona il cambio in folle, cioè durante le soste. Si avvale anche della tecnologia BMW Valvetronic che modifica l’alzata e la durata di apertura delle valvole, in base alla potenza richiesta al motore. Da qui derivano le basse emissioni di CO2 (128 g/km). Un solo prezzo, molto competitivo per entrambe, che parte da 19.900 euro.

( tratto da Corriere della sera – Rubrica Motori)

 

L’Uomo al volante: una vera bestia! Aprile 23, 2008

Archiviato in: Scienza, vari — riarene @ 2:30 pm
Tags: , , , , ,

 

Che l’uomo sia una bestia quando si mette al volante non è una novità. Ma adesso la scienza ha dimostrato che questo tipo di comportamento deriva da un problema evolutivo.
Secondo uno studio condotto dal professore Geoffrey Beattie – responsabile di scienze psicologiche all’Università di Manchester e noto nel Regno Unito per essere lo psicologo del Grande Fratello – il motivo per cui sono gli uomini i principali pirati della strada è da ricercare nel lento sviluppo del nostro cervello, ancora abituato a vivere nell’epoca dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori.
Nel Regno Unito è stato ribattezzata come la sindrome da “Fred Flinstone” e trova nella competitività tipica del cacciatore-raccoglitore il motivo dei tanti comportamenti pericolosi tenuti dagli uomini al volante. È più facile per una mente competitiva interpretare alcune azioni – tagliare la strada o essere seguiti troppo da vicino da un’auto – come invasioni del proprio spazio, e reagire di conseguenza. Le donne invece, secondo questa interpretazione, sarebbero più inclini a empatizzare con gli altri automobilisti e meno solerti nel rispondere alle presunte provocazioni con aggressività.Sarà vero?

 

L’ultima frontiere del fumo: “lo smirting” Aprile 23, 2008

Archiviato in: Attualità — riarene @ 1:39 pm
Tags: , , , ,

Iniziare a corteggiare con la scusa di una sigaretta. È una delle ultime tendenze e viene identificata con la parola “smirting”, fusione di smoking e flirting. Ma se alcune persone si convincono sempre più di poter trovare la propria anima gemella tiro dopo tiro, altri hanno già colto la palla al balzo per inventarsi un mestiere e trarne cospicui vantaggi economici.
In Belgio due imprenditori fiamminghi, Gauthier Van Reepinghen e Thomas De Greef, hanno cavalcato l’onda, puntando su uno dei problemi sollevati dal nuovo corso del fumo «open air», ovvero le pile di mozziconi accumulati davanti a ristoranti e brasserie. La loro GreendMedia ha inventato i raccoglitori di sigarette sponsorizzati, piccoli totem metallici dal design accattivante, dotati di un serbatoio e di una serie di buchi dove mettere le cicche. Sul dorso le pubblicità più diverse, da una televisione locale al Fondo per le infezioni respiratorie. In capo a pochi mesi i portacenere si sono moltiplicati. Ora sono oltre 500, oltre la metà è davanti ai ristoranti del centro, Uccle e Ixelles. Aiuta i gestori, che non devono sborsare un centesimo per l’installazione, visto che l’articolo (un paio di centinaia di euro di valore), è fornito in prestito alla sola condizione di curare che non sia danneggiato.
«È un prodotto simpatico – fa da testimonial il proprietario di un bar nei pressi del Sablon -, ha una forma accattivante, è ecologico, non costa nulla. Il servizio è affidabile, pratico e regolare. Ho accettato appena mi hanno contattato: del resto avrei dovuto comunque mettere un raccoglitore fuori del locale».

 

Balestri, una vita da Pinocchio Aprile 23, 2008

Archiviato in: Libri — riarene @ 12:55 pm
Tags: , , , , , ,

Il protagonista del celebre sceneggiato Rai di Comencini si racconta in un libro


Andrea Balestri con il burattino. Tutto cominciò con una martellata. Luigi Comencini gli disse “qui c’è un martello, lì c’è un quadro, vediamo se hai il coraggio di romperlo”. Lui ruppe il quadro a martellate. Il regista lo rimproverò, “ora me lo ripaghi”. E lui rispose “che vuoi? Me l’hai detto tu di farlo”. Voltò le spalle e se ne andò. Perfetto. Era quello giusto. Andrea Balestri aveva 7 anni. Grazie a quelle martellate diventò il protagonista di uno sceneggiato fra i più celebri della storia della televisione, Le avventure di Pinocchio di Comencini, fra i padri del cinema italiano, scomparso un anno fa. Un successo lungo più di trent’anni, quello del film, andato in onda nel 1972. Che torna in tv giovedì 24 aprile, in prima serata su RaiTre, nella riduzione cinematografica.
Meno longevo il clamore legato al protagonista. Che ha 43 anni, subito dopo Pinocchio ha partecipato a qualche film non indimenticabile (Torino nera, Kid il monello del West, Furia nera e, nel 2000, Faccia di Picasso), ha fatto fotoromanzi e alcuni spot, poi ha lavorato come piastrellista, muratore, carrozziere, e in un supermercato. Oggi fa l’operatore ecologico, vive sempre a Pisa, ha due figli, Matteo di 21 anni e Sharon di 20 “che voleva tanto fare la ballerina, ed era pure brava, se non fosse stato per quell’incidente che l’ha costretta al letto avrebbe partecipato alle selezioni per Amici di Maria De Filippi…”.
Balestri con lo spettacolo non ha chiuso del tutto. Sarà protagonista di una fiction, ma intanto si occupa della promozione di Io, il Pinocchio di Comencini, un libro che ha scritto insieme a Stefano Garavelli, grande appassionato dello sceneggiato al quale ha dedicato un sito internet. “E’ grazie al sito che ci siamo conosciuti – racconta Balestri – volevamo fare un librettino di poche pagine per rispondere alle curiosità dei fan. Poi Stefano si è appassionato, ha fatto alcune ricerche, abbiamo rivisto insieme le puntate e ogni volta mi veniva in mente qualcosa del dietro le quinte”. Ne è uscita una raccolta di ricordi, aneddoti, esperienze sul set e con un cast di rango, Nino Manfredi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.
“Il libro è la conclusione ideale di quell’esperienza, racconto del film ma anche della mia vita privata, cosa che incuriosisce molto gli appassionati”. Ovvero, che cosa è accaduto dopo. Quando Andrea è tornato alla vita normale di un ragazzino di otto anni. “La scuola, gli amici, la mamma che sul set mi era mancata perché c’era mio padre a seguirmi”. Pochi film, si diceva, poi più nulla. “A un certo punto nessuno ha più chiamato. Mi dissero che dovevo trasferirmi a Roma, ma mio padre non si volle spostare”. Nessun rimpianto. “Anzi, mi sento fortunato. Alberghi bellissimi, viaggi per l’Italia, giocattoli, il privilegio di lavorare con grandi attori”. Tornato a Pisa, bambino qualunque, “ero felice di poter stare tutti i giorni con i miei amichetti, invece che solo il sabato e la domenica”.
Nonostante tutto, Balestri non vuole scoraggiare i più giovani in cerca di successo facile. Lui per primo accetterebbe di corsa di partecipare a un reality (“meglio l’Isola del GF, al mare faccio di tutto, come Robinson Crusoe”), nell’attesa sarà fra i protagonisti di Caos. Storie di follia metropolitana, una fiction diretta da Marco Frosini. “La fortuna va presa al volo. E’ sbagliato dare troppo ascolto agli altri, meglio seguire l’istinto. L’importante è: mai dimenticare le proprie origini. Se sei un ragioniere, ricordati che se vinci un reality, e poi le luci si spengono e torni a fare il ragioniere, non crolla il mondo. Serve umiltà, stare con i piedi per terra. E’ l’unica cosa che ti può salvare”.

(tratto da Repubblica.it)

 

Skype lancia la sfida dei prezzi Aprile 23, 2008

Archiviato in: Tecnologie — riarene @ 12:29 pm
Tags: , ,

Meno di 3 euro al mese per fare illimitate chiamate verso un Paese del mondo, a scelta: è la mossa con cui, da oggi, Skype torna a far tremare il business degli operatori telefonici. Ha lanciato infatti le prime offerte flat-rate (tutto compreso) della sua storia, riprendendo così la strada della guerra dei prezzi. Ritorna quella strategia grazie alla quale Skype si è resa nota al mondo come spauracchio delle telco, usando il VoIP come leva per abbattere i prezzi.
Le nuove offerte flat sono tre. Sono senza scatto alla risposta. Le chiamate incluse nel canone sono pressoché infinite – è stato posto un limite di 10 mila minuti al mese (quasi sei ore al giorno) – solo per prevenire le frodi, cioè la rivendita del traffico da parte degli abbonati.
Si parte da 2,95 euro al mese verso un Paese a scelta dell’utente (può essere anche l’Italia). A 3,95 euro al mese la flat comprende le chiamate verso 20 Paesi europei; a 8,95 euro al mese, ci sono 36 Paesi nel mondo. Per l’Europa, le chiamate incluse sono solo quelle verso rete fissa. Per Nord America, Cina e pochi altri la flat vale anche verso i cellulari. In più, nelle prime due flat è incluso un numero Skypein (più segreteria telefonica, che permette agli altri utenti di lasciare messaggi vocali quando non siamo connessi a Internet); ce ne sono due, nella terza flat. I numeri Skypein sono numeri telefonici a tutti gli effetti, con cui gli altri possono chiamare l’utente Skype.
È possibile attivare numeri Skypein di vari Paesi del mondo (per esempio, con prefisso del Regno Unito e di Londra), ma non dell’Italia, a causa di particolari regole in vigore da noi, che impediscono a Skype e a simili software VoIP di ottenere un numero con prefisso geografico. Le regole italiane prevedono che Skype possa richiedere numeri con prefisso speciale (il 5), ma il Ministero delle Comunicazioni non ha ancora terminato le procedure di assegnazione.
La burocrazia italiana sul VoIP (unica al mondo) rende insomma meno attraente questa novità di Skype, che resta tuttavia rivoluzionaria. Avere un numero Skypein permette di fare a meno della telefonia voce tradizionale (abbandonare Telecom) e di fare e ricevere tutte le chiamate via Adsl. Le piccole e medie aziende che hanno rapporti con un Paese straniero potrebbero prendere un numero Skypein di quel Paese e fare illimitate chiamate verso i propri clienti e partner, a 2,95 euro al mese.
C’è l’incognita della qualità della chiamata, che via VoIP di Skype non è assicurata (molto dipende dalla bontà dell’Adsl utilizzata). Un altro problema potrebbe essere il costo dell’Adsl: quelle attivabili senza linea telefonica voce (le cosiddette “Adsl nude”) sono diventate molto più care, in media, rispetto alle Adsl normali. Una delle soluzioni più economiche, per telefonare senza canone Telecom, è di Wind: Libero Absolute, a 29,95 euro al mese (14,57 euro al mese fino al 31 dicembre, in promozione), che includono anche illimitate chiamate nazionali su rete fissa al solo scatto alla risposta (12 cent) e un numero telefonico italiano (che con Skype non si avrebbe).
L’utente italiano, quindi, con poco più di 30 euro al mese potrebbe avere un’Adsl, senza canone Telecom, un numero italiano e un numero straniero con segreteria. Tramite Skype, potrebbe fare illimitate chiamate gratuite verso l’Italia (o un altro Paese a scelta). Se sceglie l’Italia, con la flat di Skype, l’offerta voce di Libero Absolute torna utile da usare in caso di problemi con l’Adsl (la si può usare come back up, quindi).

 

Dacia Maraini Il treno dell’Ultima Notte Aprile 22, 2008

Archiviato in: Libri — riarene @ 2:21 pm
Tags: , , , ,

L´istituto italiano di Cultura di Vienna ospiterà, il 24 aprile, la presentazione de “Il treno dell´ultima notte”, ultimo romanzo di Dacia Maraini, disponibile in tutte le librerie italiane a partire da domani. Nella capitale austriaca, dove la Maraini ha moltissimi lettori, la scrittrice sarà accompagnata da un gruppo di giornalisti italiani che rivisiteranno i luoghi della capitale descritti nel romanzo.
Il romanzo della Maraini, infatti, è in gran parte ambientato a Vienna, (ma anche a Budapest, Cracovia e Firenze) e racconta un viaggio nel cuore sanguinante del Novecento. Emanuele, uno dei protagonisti del romanzo, è un bambino con la testa piena di sogni e Amara, la sua compagna di giochi, non può stare senza di lui.
Perché anche i bambini si innamorano. Ma i sogni di Emanuele muoiono nel ghetto di Lodz. Tra Auschwitz, Cracovia e Vienna, Amara va alla ricerca del suo amico perduto, fino ad essere coinvolta nella rivoluzione ungherese contro i sovietici. Alla presentazione interverranno l’ambasciatore d’Italia, Massimo Spinetti e il nuovo direttore dell’istituto, Arnaldo Dante Marianacci. Dopo l’appuntamento di Vienna, la Maraini si recherà a Budapest per presentare il suo romanzo anche nel locale istituto di Cultura.

 

Tutti pazzi per “Amici” Aprile 21, 2008

Archiviato in: vari — riarene @ 9:58 pm
Tags: , , , , ,

 

La poplare scuola per giovani talenti, firmata Maria De Filippi, anche quest’anno ha concluso in bellezza la sua edizione, con un grande successo di pubblico. Marco Carta, sardo, vincitore di quest’ultima edizione ha portato a casa tante emozioni e il premio da 300.000 euro. Ma è soprattutto sul fenomeno  “Amici” che è bene fare qualche riflessione in più. 80.000, i ragazzi che sabato 19 aprile hanno scelto  di seguire i loro beniamini nel concerto organizzato a Piazza del Popolo. Un delirio di teenager. Giovanissimi di cui spesso si parla e di cui si mettono in discussione alcuni comportamenti, molti dei quali hanno a che fare proprio con questi loro interessi. Chi non ha mai sentito adulti mostrare segni di disprezzo nei confronti di questi “giovani d’oggi”,  cresciuti a  patatine e televisione.  E se è vero che sono molti i ragazzi che hanno perso di vista i veri valori, è altrettanto vero che c’è questa fetta d’ Italia - che va nelle piazze e urla all’impazzata per inseguire il suo idolo coetaneo – con cui bisogna fare i conti.  È la dimostrazione che c’è una parte del paese, gli adulti di domani,  che cerca disperatamente di aggrapparsi ai sogni. C’è una fetta “young” d’Italia che rivede nelle storie semplici dei protagonisti di Amici, il proprio vissuto. Ecco che si comincia a inseguire il sogno: crederci sempre, con tutte le forze e pensare che la meritocrazia sia veramente la chiave per aprire ogni porta. Ma la realtà è un sogno duro, difficile da costruire. In bocca al lupo a tutti.

 

Il messaggio di Ortone Aprile 16, 2008

Archiviato in: Nuovi Film — riarene @ 10:47 am
Tags: , , ,

In America è già un grande successo. In Italia la risposta del pubblico si potrà conoscere solo dal 18 aprile, quando uscirà nelle sale Ortone e il mondo dei Chi, il nuovo cartone prodotto da blue sky con la regia di Jimmy Hayward e Steve Martino, che dopo soli tre giorni di programmazione è entrato nella lista dei dieci film di maggiore successo del 2008 a stelle e strisce.
Ortone è un simpatico elefantino che per via della sua fervida immaginazione sarà impegnato a salvare un granello di polvere in cui è rinchiuso il mondo dei Chi: un popolo di esserini minuscoli dove ciascuno proclama con forza la sua dignità. “Perché una persona per quanto piccola è sempre una persona”, una filosofia da filastrocca che è anche il messaggio principale del film.
Questo slogan, come già accaduto nel caso di Juno, è stato subito assorbito dal partito anti abortista, in linea con il principio che anche una piccola persona merita di vivere come gli altri.
Jim Carrey è il doppiatore di “Horton” in America, in Italia invece ”Ortone” avrà la voce di Christian De Sica. «Doppiare fa bene all’anima, ha detto l’attore, l’avevo già fatto con Galline in Fuga al posto di Mel Gibson; mi dà la stessa emozione vitale».
Ma come si fa a imitare un divo come Carrey? «Mi hanno dato carta libera, ma certo non l’ho imitato: poche scivolate nel dialetto burino del De Sica romanocentrico, quello delle battute».
“Ortone e il mondo dei Chi” è un cartone divertente come un libretto della Giungla: questo elefantino brioso rappresenta l’eroe infantile e coraggioso, che sente il richiamo di un mondo nascosto e fa di tutto per difenderlo.

 

Curiosare nel mondo Aprile 11, 2008

Archiviato in: video — riarene @ 6:26 pm
Tags: , , , ,

Quello del giornalista è un “mestiere crudele”. L’ha definito così Eugenio Scalfari, nella sua lectio magistralis, alla fiera internazionale del Giornalismo di Perugia.  Perché crudele? Perché al giornalista viene chiesto di “denudare” il mondo esterno: nei suoi fatti, nei suoi paesaggi, nelle persone che ne fanno parte. “Noi non ci appaghiamo delle apparenze – ha detto Scalfari –  ma cerchiamo di capire la sostanza dei fatti; ciò determina una vera e propria invasione”. Denudare i fatti significa anche invadere le persone; il giornalista ”invade” senza spogliarsi del proprio io. Vuole essere il primo, il più bravo a raccontare; per questo motivo spesso oltrepassa limiti che altre persone non travalicherebbero mai. 

Qundi chi è veramente un giornalista? Il  fondatore di Repubblica ne ha tratteggiato un quadro ben preciso, in cui la curiosità è una prerogativa essenziale. Una curiosità innata per il mondo, ma che non si esercita solo sui grandi eventi o sui grandi personaggi: è una semplice, “quotidiana” curiosità verso tutto ciò che ci circonda.