Quello del giornalista è un “mestiere crudele”. L’ha definito così Eugenio Scalfari, nella sua lectio magistralis, alla fiera internazionale del Giornalismo di Perugia. Perché crudele? Perché al giornalista viene chiesto di “denudare” il mondo esterno: nei suoi fatti, nei suoi paesaggi, nelle persone che ne fanno parte. “Noi non ci appaghiamo delle apparenze – ha detto Scalfari – ma cerchiamo di capire la sostanza dei fatti; ciò determina una vera e propria invasione”. Denudare i fatti significa anche invadere le persone; il giornalista ”invade” senza spogliarsi del proprio io. Vuole essere il primo, il più bravo a raccontare; per questo motivo spesso oltrepassa limiti che altre persone non travalicherebbero mai.
Qundi chi è veramente un giornalista? Il fondatore di Repubblica ne ha tratteggiato un quadro ben preciso, in cui la curiosità è una prerogativa essenziale. Una curiosità innata per il mondo, ma che non si esercita solo sui grandi eventi o sui grandi personaggi: è una semplice, “quotidiana” curiosità verso tutto ciò che ci circonda.
Riarene