Il Fumetto Aprile 12, 2008
Will Eisner l’aveva definito “arte sequenziale”, ma sono tante le espressioni scelte per accompagnare la storia e l’affermazione del fumetto.
Un genere che ha faticato molto prima di potersi collocare in una spazio culturale ben definito, ma che ha sempre avuto una grande importanza a fini narrativi. È un linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d’immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio…) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione…).
Una “letteratura disegnata” che, in realtà, essere utilizzata anche a scopi non narrativi: ad esempio, per una ricetta di cucina, o per realizzare il libretto di istruzioni di un apparecchio. Un esempio concreto di uso non narrativo del fumetto è il volume “Capire il Fumetto” - L’arte invisibile, saggio scientifico sul fumetto realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud.
Il termine fumetto fa riferimento alle nuvolette, simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi (in inglese “baloons”).
Nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi territorio per l’infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile.
Nonostante l’espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, il fumetto rappresenta ancora oggi uno strumento di comunicazione semplice e immediato; capace, in molti casi, di dettare ritmi, tempi e modi del vivere quotidiano.
Riarene
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